Gli animali vivono spesso negli stessi ambienti dell’uomo, condividono superfici, aria, acqua, alimenti e contaminanti. Per questa ragione possono assumere il ruolo di sentinelle biologiche, capaci di rendere visibili esposizioni ambientali che altrimenti resterebbero silenziose.

Nel caso dei pesticidi e degli antiparassitari, la relazione tra uso diretto, esposizione secondaria, residui indoor e dispersione ambientale richiede un’attenzione particolare. Il dato clinico veterinario può diventare un segnale utile per interpretare la qualità chimica degli ambienti domestici, rurali e periurbani.

Una tossicologia veterinaria orientata alla salute ambientale dovrebbe integrare il monitoraggio degli eventi avversi, la valutazione dei residui, la protezione degli organismi non target e lo studio dei trasferimenti tra animale, uomo e ambiente.

Gli animali non sono soltanto destinatari di protezione sanitaria: possono contribuire alla comprensione dei rischi emergenti, offrendo al paradigma One Health una base osservazionale concreta.

Nota editoriale personale. Testo introduttivo modificabile e ampliabile con riferimenti bibliografici, DOI e collegamenti esterni.